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Odi et AmoOdio e Amore dal (mio) vivere quotidiano |
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den 3 november [ODIO] Gioventù Bruciata Una chicca "CHI NON E' UN FAN DEI dARI NON PUO' VENIRE QUI E INIZIARE A OFFENDERE.SE UNO E' SICURO CHE NON GLI PIACCIONO,CHE SI FACCIA GLI AFFARI SUOI E VADA A SCRIVERE NEI FORUM CHE PARLANO DEI LORO INTERESSI" Mio caro amico l'importante, hai ragione tu, è essere SICURI di non gradire la loro cacofonia. Perchè insomma, se sei tipo un po' sicuro ma anche un po' no, in effetti potresti venire sul forum e iniziare ad offendere. Cioè in questo caso è regolare, lo puoi fare. Però è vero, cioè... se sei PROPRIO PROPRIO sicuro che non ti piacciono, che ti faccia gli affari tuoi! Quello che proprio non capisco è: per quale motivo, sempre che tu sia sicuro che i dari non ti piacciano eh, tu debba andare nei forum che parlano dei loro interessi. Cioè non è proprio regolare, insomma. Cioè io sicuro che non mi piacciono, però non trovo nessun forum dove possa parlare dei loro interessi. Come posso risolvere la questione? - Non postate MAI prima di presentarvi,se non per spammare o chiedere le affiliazioni Posso spammare senza presentarmi. Interessante. - Non venite a offendere se non siete fan dei dARI Se sono fan dei dari, posso offendere: dari 1, Alfano 0. - Non litigate : nei forum ognuno dice la sua e se non siete d'accordo dite anche voi la vostra,ma senza iniziare a offendere No, aspetta... qui non ti seguo. Io sono un fan dei dari, e al punto di cui sopra POSSO OFFENDERE! - Non postate materiale razzista,offensivo o pornografico Ma come! Io sono un fan! - Non dite parolacce nel forum e soprattutto non bestemmiate! Questo forum perde di interesse. Notevole risposta caerto io le regole le rispetto sopratutto perke' sn una grandissima fan dei dari www i dari Degno di nota il sondaggio: EMO O SE STESSI? Le opzioni sono i dari sn emo -> 2 voti, 5,41% o -> 10 voti, 27,03% loro stessi? -> 25 voti, 67,57% Anche io voto per "o". Su questa non mi sento di commentare. NON CI CREDERETE MA HO PARLATO CON DARIOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! STAVO DICENDO ALLA MIA AMIKA QNT LOWO DARIO KE LEI MI DICE "QUI C'è UN MIO AMICO...MOOOOLTO SIMPATICO" MI è PRESO UN TUFFO AL CUORE!!!DARIO ERA LI!!! CI HO PARLATO CIRCA UN ORA E POSSO DIRE KE è VERAMENTE SIMPA...POSSO CHIEDERE ALLA MIA AMIKA DI MANDARGLI MESSAGGI QUIONDI SE VOLETE POTREI GIRARGLI LE VOSTRE DOMANDE ( QLL INADATTE VERRANNO CESTINATE A PRESCINDERE!!!) den 11 oktober [ODIO] Galileo Galilei Porno, pornografia, porn, tette, culo cazzo, fica, figa, vagina, pompino, sperma, blowjob, sperm, anal, ass, hole, milf, gloryhole, collana di perle, bukkake, party, handjob, bocchino, inculata, inculare, fottere, scopare, donne nude, tette giganti, fregna, dildo, penetrazione, fellatio, cunnilingus, ditalino, ggg, anale, amatoriale, amateur, cuckold, guardone, puttana, zoccola, mignotta, succhiare, capezzoli, naked, Ratzinger. Thread soggetto ad aggiornamento continuo. E' un esperimento. Counter dal14 Luglio 2008 all'11 ottobre: 772 contatti. Aggiornamento al 13 ottobre: 786 contatti. den 9 oktober [GAME] Puerto RicoLunga vita al re! Puerto Rico è il mio gioco preferito, e la sezione non poteva non essere inaugurata che da lui. Il governatore della felice isola di Puerto Rico assolda differenti personaggi, ognuno peculiarmente abile in qualcosa di specifico, al fine di far progredire e prosperare il piccolo stato delle Antille. Vince il governatore più efficiente. La meccanica di Puerto Rico è molto semplice: un giocatore riceve la carta Governatore, la quale permettere di scegliere un personaggio. Ogni personaggio dà la possibilità di eseguire un'azione; il governatore sarà il primo a scegliere il personaggio (ed in quanto governatore, oltre all'azione associata avrà generalmente un particolare beneficio aggiuntivo), poi toccherà al giocatore seguente cui è preclusa la scelta di un "ruolo" già selezionato da altri. Una volta che ogni giocatore ha scelto un ruolo, la carta Governatore viene passata al giocatore seguente e tutti i ruoli diventano nuovamente selezionabili. Puerto Rico è in primo luogo un gioco di gestione del territorio. Ogni giocatore ha una propria isola, suddivisa a sua volta in due zone: una parte destinata alle colture, una parte destinata alle costruzioni. Le colture (che si piantano con il ruolo Settler) permettono di produrre i 5 differenti beni del gioco (mais, indaco, zucchero, tabacco, caffè, qui indicati a costo e reddivitià crescente, tutti producibili con il ruolo Craftsman), i quali possono essere destinati alla pura vendita al banco delle merci (ruolo Trader) o all'esportazione (ruolo Captain). Le costruzioni (che si creano con il ruolo Builder) sono rappresentate da una serie di strutture che hanno differenti peculiarità. Ci sono due macrogruppi: quelle necessarie alla lavorazione dei beni, e quelle di supporto alla propria strategia di gioco vera è propria. Tanto nelle piantagioni quanto nelle costruzioni è necessaria la presenza di lavoratori (che vengono assoldati con la fase Major), senza i quali il relativo elemento non sarà operativo. Senza entrare troppo nel dettaglio delle regole, il gioco è tutto qui. E' però un gioiello di una profondità infinita: ogni azione ha una sua conseguenza su quelle degli altri; spesso ci si trova, in ottica sacchistica, a valure la propria migliore scelta considerando cosa potrebbero fare gli avversari in conseguenza, oppure a scegliere la propria azione in funzione di ciò che a loro volta sceglieranno i contendenti, magari in un secondo momento. Tecnicamente parlando, si valuta sempre il saggio marginale di sostituzione, di trasformazione... e si è sempre in pura teoria dei giochi. Ha pianificazione completa e non ha elementi indeterminati: niente viene generato casualmente, ma tutto è frutto di una azione. L'alea, in questo gioco, è pressocchè inesistente (eccezion fatta per una minimale incidenza nella pesca delle colture). E' possibile creare veri e propri embarghi, impossibilitare altri giocatori a vendere o a spedire le proprie merci, costringere virtualmente un giocatore a fare una mossa non vantaggiosa, oppure condizionare ad evitare una scelta. E' un gioco subdolo, che agisce ai fianchi e genera interazione sia "indiretta" che diretta. Continuamente. Il gioco procede sul filo del rasoio ed i punteggi difficilmente saranno eccessivamente dispersi (salvo disparità di abilità dei contendenti) proprio perchè c'è un continuo monitoraggio delle azioni e degli elementi in gioco. E questa continua catena di causa-effetto, associata all'unicità del ruolo giocato in ogni round, costringono immancabilmente ogni giocatore ad osservare il gioco nella sua interezza, alienando la semplice e sola piccola scelta del momento. Proprio la costante presenza degli effetti da teoria dei giochi puo' generare una spiacevole situazione: se vi trovate ad un tavolo con un giocatore inesperto o distratto, tutto il tavolo è compromesso. Parafrasando, è un gioco non casuale che non ammette elementi casuali. Su tutte, la caratteristica più importante è che non esiste una strategia dominante. E questo fornisce al gioco longevità pressocchè infinita. Può esistere un'idea, un'impostazione di gioco; se però non si è in grado di modificare la propria pianificazione implementando gli stimoli esterni che giungono, allora si è inevitabilmente destinati alla sconfitta. Altra caratteristica importante: il gioco è fortemente ambientato, e non risulta mai arido. Citando un amico, "quando giochi a Puerto Rico ti viene voglia di bere un po' di Rhum". I materiali, forse un po' impersonali, sono valorizzati da illustrazioni completamente contestualizzate. In linea di principio è un gioco che mi sento di consigliare a tutti quanti. In particolare, però, è un must-have per tutti colori i quali sono affascinati dalla gestione pura, dalla pianificazione e della valutazione continua del contesto in cui si opera. Date le caratteristiche, però, non è un gioco da "una botta e via". Va giocato, e rigiocato, e rigiocato. Solo allora si può capire veramente cosa sia Puerto Rico. Solo allora, quando avrete il pieno controllo, potrete dire SI, HO VINTO A PUERTO RICO. PS: la dipendenza del gioco dalla lingua decade solo con l'esperienza. Se ne sconsiglia l'acquisto in Tedesco, ma si incoraggia quello in Inglese (che è accessibilissimo sia come costi, sia come linguaggio). den 8 oktober [ODIO] Oasis Mai & Sempre. Quanto mi fanno incazzare queste parole! Sono le classica PAROLE DI MERDA utilizzabili per rafforzare una critica per una cosa che succede sporadicamente. Con che faccia mi vieni a dire NON LO FAI MAI? Stronza di merdaaaaaa, non puoi rompermi i coglioni con un maledetto MAI se è la prima volta che succede una cosa del genere! Hai ragione, ok? MA NON DIRMI CAZZATE! Perchè poi se ti mando a fanculo, ci vai senza passare dal Via!. SEMPRE? Sempre STOCAZZO! Supponiamo che io faccia SEMPRE così, cosa mi rompi i coglioni a fare? Lo sai, giusto? Allora ad un palmo da culo! Invece no! Sei consapevole che non è sempre così, ma solo qualche volta. E allora sei infame! Perchè SAI che è sporadico, ma rompi il cazzo uguale per il giusto gusto di rompere il medesimo cazzo. PER DIO! Se parli per assoluti, infimo cacacazzi, che siano cose VERE. Sempre è SEMPRE, non è ogni tanto. Mai è MAI, non è ogni tanto. Altro discorso sono i FORSE. Gesù santino, FORSE è FORSE. Non è ne sì, ne no. E' forse. Magicamente, il forse diventa SI' se ti conviene, e diventa NO se ti conviene. Non puoi fare come cazzo ti pare, che tu sia maledetto e possa bruciare all'inferno! Nel girone degli stronzi di merda. E non puoi mettermi in bocca parole che non ho pronunciato. Ho detto FORSE. Facciamo così: FORSE mi hai rotto i coglioni. Mo vedi te. [ODIO] Distopia Spesso mi trovo a compiere della azioni che per me sono la normalità, ma guardandomi intorno... mi fanno quasi sentire un superuomo. Oggi vedo una macchina ferma in mezzo alla strada con due signore in evidente difficoltà che tentavano di spingerla a mano in salita. Dietro questa macchina, un tizio stava immobile a guardare, aspettando diligentemente e pazientemente. Allibito dalla situazione, fermo la mia vettura, mi avvicino alle signore e le aiuto a spingere. Nel frattempo, il tizio di cui sopra fa manovra e se ne va. Ora, io non ritengo di aver fatto un gesto fuori dal comune. Mi sembra solo di essere stato civile e di aver aiutato dove ho potuto. Non ci vuole un genio a capire che la situazione era di difficile soluzione per due donne, così come non ci vuole Gesù Cristo per avere il senso civico necessario ad aiutare due persone. Riflettendo su ciò, mi sono tornate in mente tante situazioni "sociali" in cui mi sono comportato con estrema naturalezza, sentendomi quasi un alieno. Ricordo che una volta ero alla stazione del treno, e c'era un bimbo che piangeva e urlava. Era solo in mezzo alla stazione, e non se lo cacava nessuno. Dopo aver atteso qualche secondo, mi sono avvicinato al bambino temendo si fosse perso... e ho cercato di parlarci. Passa qualche ulteriore istante, e si avvicina un tizio che mi dice "che succede?". Rispondo: "niente, ho visto che era solo, piangeva... e pensavo si fosse perso". Dopo un attimo di comprensibile smarrimento (dettato anche dal mio abbigliamento... capelli lunghi, cappottone di pelle, tutto nero), il tizio mi fa "grazie", con uno smagliante sorriso di stupore. E dico "prego", e penso: ma grazie di cosa? Ricordo, sempre alla stazione, quando un ubriaco importunava una ragazza, la quale cercava palesementa aiuto con lo sguardo. La scena è stata bellissima: io mi avvicino, lei mi guarda, io gli faccio un gesto di non preoccuparsi con gli occhi, l'ubriaco le fa... "ma perchè è venuto lui?", e lei "perchè è un mio amico". E ho aspettato lì, braccia conserte, finchè non prendesse il suo treno. Ancora, ricordo a Barcellona sulla metro. Una ragazza entra, la porta si chiude e la sua valigia resta incastrata. La gente la guarda rimbambita, ed io sono andato a forzare la porta per aprirla. Ora. Non ritengo di essere migliore. Vivo nella speranza che facendo queste piccole e normali azioni, prima o poi avrò occasione di essere "gentile" con qualcuno che non lo è. E che questa persona, a sua volta, possa fare un gesto di gentilezza verso altri. Eppure, ogni giorno vedo indifferenza, menefreghismo e superficialità. Si litiga per ogni stronzata: chi ha la precedenza, per la fila alla posta, per un parcheggio. Che senso ha? Purtroppo si è giunti al paradosso per cui se uno fa una gentilezza, chi la riceve ne resta stupito. Viviamo in un mondo al contrario, in cui la normalità è la scortesia, e la gentilezza è l'evento straordinario, da premiare. Se volete veramente capire cosa sia la gentelizza, la disponibilità e l'affabilità... fatevi un soggiorno in Irlanda, o in Scozia. O in Norvegia. Vi cambierà la vita. O magari vi farà solo sentire delle merde. den 5 oktober [AMO] Board Game Oggi si inugura una nuova sezione: Board Game. Dedicherò qualche riga di recensione ai vari giochi da tavolo che avrò modo di provare nel corso della mia vita ludica. Quello dei giochi da tavolo è un mondo estremamente variegato e di nicchia; molti associano il gioco da tavolo al risiko, monopoli e trivial pursuit, ignorando completamente l'esistenza di una vastissima ed eterogenea realtà caratterizzata da "giochi intelligenti" (chi più, chi meno). Parlerò di giochi di strategia, di pianificazione, di scelte multiple, di economia, di intuizione, e perchè no... di interpretazione. Parlerò esclusivamente di giochi che ho avuto modo di provare in prima persona, ed al tavolo con altre persone. Adoro i giochi di società. I loro colori, i materiali, l'ambientazione, il regolamento... proprio quest'ultimo è l'arma più potente a disposizione del giocatore. E' il cardine per giungere alla vittoria. Amo principalmente i giochi strategici e di pianificazione, ma non rifiuto a priori niente (eccettuati forse i giochi di pura fortuna). Il mio scopo è divertirmi, e sono aperto a qualsiasi prova. den 10 september [ODIO] Slaughter in the Vatican "L'insegnamento della religione così come è stato concepito va
salvaguardato. Non è un'ora di catechismo, ma un'ora di approfondimento
dei valori e dei contenuti della religione cattolica. Farla diventare
un'ora in cui si insegnano altre religioni in maniera paritetica non è
corretto". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini
ai microfoni di Radio Anch'io, commentando la possibilità di
trasformare l'ora di religione cattolica in un'ora di religione
multiconfessionale. "Questo - ha aggiunto il ministro - non avviene nei
paesi musulmani, non capisco perché noi dovremmo rinunciare a quello
che non è solo religione, ma è qualcosa che ha condizionato fortemente
la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra storia". No, quindi
all'insegnamento multiconfessionale, "perché nel nostro paese la
religione cattolica non può essere paragonata alle altre religioni. Ha
una valenza maggiore, é praticata dalla stragrande maggioranza della
popolazione e ha un passato attualissimo. Non la si può mettere sullo
stesso piano delle altre religioni, che vanno comunque rispettate". "Non capisco - ha poi aggiunto il ministro - questo accanimento, questo laicismo esasperato, questo attacco alla religione che è il fondamento della nostra civiltà e del nostro paese. Non capisco perché - ha ribadito - si debbano creare insegnanti di serie A e di serie B. L'insegnante di religione cattolica deve avere gli stessi diritti degli altri insegnanti". "L'ora di religione - ha detto ancora - non ha lo status delle altre materie, perché concorre in maniera indiretta alla valutazione dello studente, non provoca discriminazione per chi non la frequenta. Dà invece diritto a crediti come le altre materie opzionali". Caro Ministro Gelmini, l'Italia è uno stato Laico. Forse per questo c'è il "laicismo esasperato". Una frase del genere equivale a dire "non capisco questa democrazia esasperata". Già il solo esporre un simbolo religioso all'interno di una struttura in cui vengono formate le menti e le persone del futuro è vergognoso. E' spudorato proselitismo, tentata corruzione mentale nonchè palese necessità di farci diventare tutti "figli di Pavlov". Credevo che la nostra fosse una "repubblica fondata sul lavoro". Scopro invece che è fondata sul crocefisso. L'ora di religione è potenzialmente un mezzo potentissimo di cultura, di democrazia e di conoscenza e scoperta dell'altro, del "diverso" e delle civiltà differenti dalle nostre. Scorpo invece che, poichè nei paesi musulmani ciò non avviene, è giusto che non avvenga nemmeno da noi. Sostanzialmente dopo aver condannato ciò che avviene da loro, noi li facciamo esattamente la stessa cosa. Ottimo insegnamento! Dovremmo mettere Lei come simbolo sacro. "Farla diventare un'ora in cui si insegnano altre religioni in maniera paritetica non è corretto". Qui invece La trovo coerente. Giustamente, Lei si fa portavoce di un Dio il quale ha un popolo eletto, e conseguentemente ha anche un popolo NON eletto. Da razzismo, a razzismo. Non abbiamo bisogno di preti, non abbiamo bisogno di guide spirituali, non abbiamo bisogno imposizioni. Abbiamo solo bisogno di MEZZI che ci permettano di fare la scelta migliore. In questo modo, Lei sta privando gli italiani del futuro della possibilità. Lei sta mostrando la sola ed unica realtà che gradisce mostrare, quella più "popolare", quella più semplicistica. Invece di indagare sulle ragioni delle diversità, invece di fornire gli strumenti che sblocchino le menti all'analisi individuale, invece di aiutare i giovani a formarsi un'idea propria e personale basata sulla propria e personale cultura -ed esperienza-, Lei impone la Sua idea. Impone l'idea della massa. Questo è ARIANESIMO. Questa non è cultura. Non è sapere. Ancora una volta ci viene data la possibilità di essere un esempio, e ancora una volta quella cellula impazzita della nostra penisola, quel cancro che pulsa... ancora una volta ci ha sconfitti. E in tutto ciò, se il Vaticano NON è territorio Italiano, perchè cazzo mi parlate di ciò che avviene lì dentro al MIO tg regionale? Disco del giorno den 1 september [AMO] MaYa farò!2010. E' l'anno del contatto. E' l'anno della fine del mondo. Sarà un anno importantissimo per l'umanità intera: cinematograficamente, ci verrà data la possibilità di stabilirci su tutte le lune di Giove, ad eccezione di Europa. E tranquillo, non proveremo ad atterrarci. Sarà importantissimo perchè un noto divulgatore "scientifico" finalmente passerà a miglior vita. Vuoi che accada perchè i Maya avevano ragione (e tutti periranno), o vuoi che accade perchè i Maya avevano torto (e tutte le ciupacabras che hanno comprato i suoi libri lo aspetteranno sotto casa), in ogni caso verrà terminato. Per me, che non faccio parte della razza umana, sarà un anno di una certa rilevanza. Tanto per iniziare, dopo eoni di attesa finalmente vedo alla distanza Dagon e Nyarlathotep che mi consegnano il tanto agognato pezzo di carta. La mia vita cambierà? No, sarà uguale a prima. Ma almeno smetterò di pagare, e mi sarò tolto un enorme peso dalla coscienza. Siete invitati alla festa che farò: fiumi di birra artigianale, in cui affogheremo tutti quanti. Secondo: un nuovo cammino verrà intrapreso. Dopo il pezzo di carta, un pezzo di stoffa nera cingerà la mia Vita. La mia vita cambierà? Ni. Ambisco questo traguardo, e sono veramente curioso di osservare cosa ci sia dopo. Terzo: si inizierà a parlare seriamente di casa. La mia vita cambierà? Sì. Verrò vincolato a decenni di debiti, e diventerò finalmente un uomo qualunque. Ma ne varrà la pena di certo. Qui si chiuderà non un capitolo, ma un intero libro. E si inizierà, seriamente, a scrivere il futuro con la persone con cui finora ho scritto tantissimo presente. Tutto questo è pesante e pressante. L'importante è pensare solo alle costanti, lasciando che la variabili abbiano il loro decorso. Dimenticavo. Quarto: la morte del Gobbo. [ODIO] Forbici, Sasso e molta molta Carta Odio me stesso. Odio la mia impulsività, cui segue tassativamente riflessione. Tarda riflessione, che mi mostra danni causati, cui è impossibile porre riparo salvo volere divino. Troppo spesso mi nascondo dietro ad un "ho fatto bene così", sapendo di mentirmi. Odio la mia impulsività, e le mie associazioni mentali causa-effetto. E' ironico come da un effetto X riesca a ricavare una causa Y che genera a sua volta un effetto S. S di stronzo, perchè molto spesso mi trovo a dirmi: "ma possibile che...?". Odio la mia impulsività, che fa male sempre e solo alle persone cui voglio bene. Chi sono le persone cui vuoi veramente bene? Sono quelle con cui riesci a manifestare, senza vincoli, in toto la tua essenza. Sono coloro con cui parli senza filtro, sono coloro cui puoi dire qualsiasi cosa ti passa per la testa. Sono coloro che ti permettono di esprimerti, senza paura di essere giudicato. E proprio questo profondo legame spesso mi porta ad essere eccessivo, impulsivo e poco razionale. E' un po' come con i genitori: sono le persone che più spesso si trattano male, proprio perchè sono le persone cui più si vuole bene. E' un "trattare male" involontario: lo si esprime esclusivamente perchè si è spontanei, si esce dagli archetipi dei rapporti sociali e si lascia libero sfogo alla bestia, all'istinto. Paradossalmente, in contesto di Amicizia si dovrebbe essere contenti di essere trattati male, in quanto consapevoli della purezza del rapporto. Forse è proprio questo mi permette di mantenere in piedi le mie amicizie: l'intelligenza dei miei interlocutori. Arriva, alla fine, il momento del conto. E lì, mi chiedo: ho fatto bene? Ho fatto male? Ho fatto Male? Il dubbio più grande, costante, è però sempre lo stesso: lo rifarei? E attualmente, che fare? den 27 augusti [AMO] Venti di cambiamento "Close your eyes, look into the dream Winds of change will winds of fortune bring Fly away to a rainbow in the sky gold is at the end for each of us to find There the road begins where another one will end Here the four winds know who will break and who will bend All to be the master of the wind" Spira il vento del cambiamento, e mi lascio trasportare con grazia. Probabilmente sospinto dagli eventi, o contestualizzato, mi trovo a guardare oltre la siepe. Con curiosità. Ho avuto la possibilità di uscire dal mio "guscio", ed ho adorato quello che ho visto, e provato. Cose semplici, con persone belle. E nuove. E nuove conferme, e nuove scoperte. In parte mi sento sciocco a scrivere quello che scrivo, perchè all'apparenza è stata solo una serata con amici poco conosciuti a fare una cosa nuova. Cose che fanno tutti, insomma. Ma mi lascio trasportare dal vento dell'emozione, e dal residuo della spinta empatica. E sto bene. E questo basta. Esistono le coincidenze? Quante probabilità ci sono che, nel corso dell'infinito della vita, io scriva questa cosa e TU legga? Eppure accade. E proprio stasera mi sono trovato al tavolo con persone conosciute, semisconosciute e sconosciute. E sono stato bene. Ogni volta che mi accade qualcosa di negativo, cerco sempre di eliminare lo Yin e di accogliere tutto lo Yang che c'è, anche se minimo. Questa sera c'è stato solo bianco. Solo bianco, che ha illuminato parte del nero che provo dentro e che man mano sta uscendo. Cosa succede? Nuove esigenze, stanchezza di ossidazioni, peritoniti. "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova..." Possibile; ma le strada vecchia è un vicolo cieco? Auguri amico mio. ...se vinci di nuovi ai Go Kart ti spacco la testa. "...e il naufragar m'è dolce in questo mare." den 3 augusti [AMO] Scia chi? ra! Mi piace molto la cantante Shakira. La canzone che più mi piace è questa ![]() den 6 juli [AMO] L'Amico RitrovatoPeriodo molto particolare per me. La mia vita sociale sfocia mirabilmente. In poco meno di un mese ho ripreso contatti con amici di vecchia data, e ne ho tratto un giovamento immenso. Ieri, al concerto dei TestAmenT, Kreator e Cathedral... ho incontrato altre persone che non vedevo da tempo, e soprattutto ho chiarito una vecchia situazione con una persona. Ho incontrato (per scelta MIA) gente di un forum. Mi sono messo a parlare con uno sconosciuto con il quale mi sono scambiato il contatto. Questi non sono miei tipici atteggiamenti. Sono sempre stato tutto il contrario: un mix devastante di misantropia, timidezza, rancore verso la razza umana e disaffezione per il prossimo. Ultimamente, invece, sento la necessità di allacciare nuove amicizie e di riallacciarne di vecchie. Oltretutto, provo un immenso piacere nel farlo. E' stata un'escalation incontrollabile: prima riprendo contatto, casualmente, con un vecchio amico bestia-da-concerto. Poi subito dopo una catena imprevista di eventi mi porta a ricontattare due vecchi amici, con i quali c'era stato un presunto scazzo mai del tutto chiarito. A seguito di cio, spingo affinchè ci si possa incontrare con persone del forum... e l'apice è stato ieri, quando ho incontrato alcune persone che non vedevo da parecchio tempo. Tra i tanti, mi ha fatto piacere confrontarmi con una in particolare, perchè interpreto questa situazione come una via vittoria verso me stesso. Con questo ragazzo c'era stato un presunto scazzo mai chiarito, e alcune parole dette fuori posto. Ogni volta che ci si incontrava si percepiva gelo mischiato a non naturalezza nelle parole, anche con un pelo di "odio" reciproco. Ieri l'ho visto, l'ho puntato e... magia! Ho iniziato a parlarci, cercando di chiarire il più possibile. La cosa che mi ha sconvolto è che non ho avuto problemi a dire semplicemente tutto quello che avevo dentro, nel bene e nel male. Pura sincerità. E il risultato è stato strabiliante. Spero solo che non sia una valvola di sfogo. den 4 juli [AMO] Maria DeFilippi Guardiamoci intorno: ogni parassita infettante il nostro mondo (leggasi: UOMO) è frutto di una scopata. Va da se che il sesso è la base di ogni minima azione, e che giusto averne una chiara visione. Ogni movimento, ogni pensiero, ogni parte di ogni persona è indirizzata, volente o nolente, al sesso. Il sesso è il motore "invisibile" della società. Sia di quella falsa, sia di quella vera. E' l'unico elemento comune ad ogni più remoto angolo della terra. A mio parere, l'esistenza del sesso è la dimostrazione dell'esistenza di dio: il trarre piacere sessuale è una trappola che permette la continuazione della specie. Solo un genio poteva programmare una cosa tanto perfetta. E i Cristiani ce lo vorrebbero togliere. Comunque, volenti o nolenti siamo tutti coinvolti. Il nostro mondo ha come presupposto il sesso, ed ha lo stesso come espressione. Tutto è a lui riconducibile. Tenendo a mente cio, non illudetevi circa l'amicizia PURA tra uomo e donna. Essa non esiste, e non esisterà mai. Solo che non ve ne rendente conto. Per ora. Ogni rapporto di amicizia uomo-donna nasce dall'attrazione sessuale, più o meno esplicita, più o meno chiara, più o meno evidente, più o meno passata, di uno dei due soggetti nei confronti dell'altro. Statene certi: se qualcuno si avvicina a voi, o se voi vi siete avvicinati a qualcuno, è/è stato SOLO per sesso. Questo non toglie che poi possa nascere l'amicizia vera (non pura), ma solo come fase residuale e secondaria. La prima attrazione, la scintilla, la spinta è sempre e solo l'attrazione sessuale. Perchè è naturale e normale che sia così. Perchè i nostri istinti dominano il nostro cervello. Siamo esseri puramente primordiali, è i nostri bisogni primordiali sono SEMPRE in primo piano. Non ditemi che vi avvicinate ad una persona di opposto sesso per la sua intelligenza. Lo fate per le sue tette. E tranquilli, quella persona farà sempre in modo che qualcuno noti le sue fattezze. O magari, si... l'avete fatto per l'intelligenza, sperando di mettere COMUNQUE la mani su quelle tette. Non ditemi che vi avvicinate ad una persona perchè conosce la filosofia. Lo fatte per il bozzo tra le gambe. E tranquilli, quella persona farà in modo che dumbo voli in ogni occasione. E' possibile che siete stati attratti dalla filosofia, ma avete sempre voluto andare al circo. L'amicizia PURA esiste spontanemanete solo tra eterosessuali di pari sesso. O tra omosessuali che si rapportano con l'opposto sesso. Tra sessi opposti nasce sempre e solo in una seconda fase. Cio non è comunque condannabile. Se è l'attrazione sessuale primordiale che ci porta ad avere delle bellissime amicizie, ben venga. Limitiamoci esclusivamente a prenderne atto. Siamo sinceri con noi stessi: non c'è nulla di cui vergognarsi. Analizzate tutti i rapporti interpersonali costruitivisi intorno dai 15 anni in su. Provate a guardarli tutti in quest'ottica, e mi darete ragione. E se cio non avverrà, sarà solo ed esclusivamente un problema VOSTRO. [ODIO] David Bowie Cambiare noi stessi per piacere agli altri, o cambiare gli altri per piacere a noi? Ne l'uno, ne l'altro. Essere se stessi tra gli altri, non vincolando l'altrui azione ma limitandosi a valutare, traendo proprie conclusioni, la congruità io-terzo. Le persone non cambiano, ne in meglio ne in peggio. Si limitano a mascherare o a rivelare la merda o l'arcobaleno che hanno dentro di se. Non esistono mutazioni, cambiamenti. L'entità è una ed immutabile: o era finto prima, o è finto adesso. Devi solo capire quand'è il preciso momenti in cui hanno iniziato a prenderti per il culo, o hanno smesso di farlo. Se percepite che le persone cambiano chiedetevi sempre: perchè?. Cercate sempre di capire in quale fase dell'eterna presa in giro che sono i rapporti sociali siete coinvolti. Ritenetevi fortunati se le persone cambiano in peggio: probabilmente sono sempre state in quel modo, solo che l'hanno mascherato. Ora invece è palese. Traetene vantaggio, sempre. Temete quando essi migliorano, e abbiate paura che sia solo convenienza o spudorata falsità. Se cambiate, fatelo solo per piacere a voi stessi. Siete gli unici degni di nota. Sempre e comunque. E fottetevene di tutto quello che avete intorno: non vi appertiene e non vi apparterrà mai, se anche voi come me vi ponete questi problemi. Siamo condannati all'eterna solitudine. Per noi non c'è speranza. Meglio morire solo, ma vivo. Che vivere in compagnia, uccidendo se stessi. Is it better to rule in hell, than serve in heaven. den 1 juli [AMO] Ma r salam? dario scrive stamattina me so annato a fa gli occhiali da riposo (li)Aggressive!(li) - I Practice What I Preach! scrive eterno? dario scrive esatto da mette nella mia piramide a breve (li)Aggressive!(li) - I Practice What I Preach! scrive ah sei diventato egiziano? dario scrive si io lo sono dario scrive bamburabi dario scrive ho fatto anche il codice (li)Aggressive!(li) - I Practice What I Preach! scrive peccato che tu la rosetta della stele te la sei magnata ...e la giornata assume improvvisamente una piega meglio [ODIO] Breil Se volete andarmi in cappella non dovete impegnarvi più di tanto. Basta pochissimo, un minimo impegno ed il risultato è garantito. Vi dirò di più: capita che voi mi stiate sul cazzo senza che ne sappiate il motivo. Anzi ci sono personaggi che mi stanno sul cazzo anche prima che io li conosca, o che nascano. Ma vi assicuro: ve ne accorgerete. Se comunque ancora non siete riusciti a starmi sul cazzo è possibile intraprendere un percorso molto semplice, dal risultato garantito al 100%: toccare una qualsiasi parte del mio qualsiasi corpo mentre sto bevendo. Questa procedura porterebbe una immediata esplosione di ira funesta, la cui soluzione finale altra non potrà essere che la vostra fisica terminazione. Non sono multitasking: o bevo, o mi faccio toccare. Sono Dos. Se proprio avete tutto questo bisogno di toccarmi (il che è gia abbastanza inquietante, ma data l'eccessiva perfezione* che mi caratterizza... lo capisco, ma non lo tollero), attendete che il liquido si sia COMPLETAMENTE depositato all'interno delle mie cavità corporali. Il segnale che cio sia avvenuto è ravvisabile nell'istante in cui poggio il bicchiere/bottiglia sul tavolo. Nel caso -malaugurato- in cui erriate nel valutare la situazione, il bicchiere/bottiglia si trasformerà da oggetto contenente ad oggetto contundente, e verrà conseguentemente poggiato non più sul tavolo, ma sulla vostra nuca. Con molto sgarbo, oserei dire. Parlatemi ma non toccatemi. Questa sarà la tua strada per l'esistenza serena. Toccatemi tutto (anche tutte andrebbe bene), ma non mentre bRevo. ps: siamo arrivati agli interventi a richiesta, ormai * perchè essere perfetti è facile, ma essere eccessivamente perfetti è smodato. io sono smodato. e snodato. den 29 juni [AMO] Every one man for himself! Mi sono spesso trovato a riflettere circa l'importanza cruciale nell'esistenza di ogni individuo del fattore egoismo. Ritengo l'egoismo la vera stilla dell'essenza dell'essere essere, che va di pari passo con l'attrazione sessuale (di cui dirò in futuro). Normalmente l'egoismo viene intepretato in chiave totalmente negativa, e riceve un'accezione che ne sottovaluta l'importanza e la purezza. Essere egoista non significa pensare a se stessi, senza pensare agli altri. Interpreto l'egoismo come pure e piena manifestazione del proprio ego, della propria persona e dei propri desiderata. E cio non è affatto detto che escluda qualsivoglia altro essere vivente dalla propria sfera. Egoismo è puro e totale appagamento di stessi, e tutto sommato (dando per scontato l'anno sabatico di dio), è con noi stessi che un giorno faremo i conti. Partendo da un egoismo "neutro", il punto focale è capire cosa appaghi veramente noi stessi. Se nell'appagare gli altri io raggiungo il mio nirvana, per quale motivo non dovrei essere egoista? Se il mio benessere è strutturalmente veicolato dall'altrui benessere, com'è possibile trovare aspetti negativi? E' vero, ci sono esseri la cui ricerca di benessere causa danni agli altri individui. Sta a voi capire da che lato state camminando. E anche se causate danno agli altri, voi avrete solo attestato voi stessi. Senza morale, senza giudizio. Pura essenza. C'è qualcosa di più brillante? Il reale problema si manifesta nell'istante in cui l'egoismo terzo si scontra con il proprio personale egoismo. Nel momento in cui vi è comunità di fine ma non d'intenti nasce la società, la cui funzione è sempre e solo quella di limitare l'azione egoista di ogni individuo, creando una moralità e aiutando la natura nella selezione delle entità da mantenere, socialmente parlando, vita. Paradossalmente, la società diviene la morte dell'individuo puro. Tutto è egoismo. Ogni minima azione, pensiero è guidato dall'egoismo. Siamo una razza potenzialmente perfetta in un mondo potenzialmente perfetto. Sfortunatamente non ci conosciamo abbastanza da capire veramente cosa vogliamo. O fortunatamente. Non saprei. Non è la morale che cerco, in questo intervento. Il nostro grande limite è cio che ci distungue: l'intelletto. per i più maliziosi, ho formulato questo pensiero ben prima di conoscere la Teoria della Mano Invisibile den 7 juni [AMO] Kime Non so veramente da dove e come iniziare. E' stata una giornata densa, piena, dall'inizio alla fine. Ho vissuto intensamente ogni istante, sentendo dentro di me un crescendo che ha avuto il suo massimo nel combattimento più difficile della mia vita: quello contro me stesso. In un istante, in un solo istante si sono concentrati anni di studio, di sudore, di confronto, di pratica, di certezze e di incertezze. Un solo istante, un attimo che ha preceduto la preparazione al gesto tecnico. Ogni istante, in ogni piccola frazione di secondo io ho ri-vissuto anni di vita. Ho lavorato e mi sono preparato per poter giungere mentalmente pronto ad affrontare tutti i piccoli momenti che hanno costruito il mio passaggio di cintura. In ogni centesimo di secondo ho vissuto il mio karate. La soddisfazione più grande non è l'aver ottenuto "la cintura"; non è nemmeno essere stato gratificato. Ciò che più mi riempie di orgoglio è l'essere riuscito ad esprimere in pieno il mio karate, battendo me stesso. Da sconfitto, io ne esco vincitore. Ieri, per la prima volta, sono stato soddisfatto di ciò che ho fatto. Ieri... era come una vaso, e ad ogni tecnica, ad ogni momento, ad ogni passaggio io aggiungevo dell'acqua. Ieri, per la prima volta, io ho riempito quel vaso. L'acqua l'ha colmato del tutto, ed ha inizato a fuoriscire. E non si è dispersa, ha semplicemente inziato a riempire un vaso più grande, che a sua volta conteneva il suo fratello più piccolo. Così è stato. Sono stato contento degli errori che ho fatto, perchè ho errato proprio lì dove so di dover lavorare. E' proprio questo che mi da soddisfazione: il non aver sbagliato dove so di essere capace. Ieri, per la prima volta, ho espresso tutto il karate che ho dentro, completamente immerso nei suoi pregi e nei suoi difetti. Ha bruciato intenso dentro di me il fuoco del kime, ed ogni kiai era energia allo stato puro che si sprigionava. Ho capito cosa sia immergersi in se stessi, ed esprimere tutto quello che si è, e tutto quello che si ha. A me non importava fare l'ESAME PERFETTO. Se ieri avessi fatto tutto perfettamente, io non avrei espresso il mio karate. In tutti i miei errori, in tutte le mie incertezze io ero me stesso. E' questo ciò che, per me, è importante. La mia prerogativa era fare il mio karate. E ci sono riuscito. Dentro di me, che è quello che per me più conta, io sento di esserci riuscito. E non ci sono lustri, non ci sono premi che possano valorizzare quello che io ho provato e che rievoco tutt'ora scrivendo queste righe. In tutti i miei errori, in tutte le mie incertezze io ero me stesso. . Sento di aver espresso qualcosa, qualcosa che va oltre la tecnica e oltre i libri. Sento di aver espresso ME STESSO. Spero che queste parole vengano colte nella loro essenza: la mia non è autocelebrazione, ma è pura soddisfazione. E' l'aver raggiunto un risultato. Questo risultato non è la cintura marrone. Questo risultato è l'aver tradotto in pratica quello che io ho dentro. E che TUTTI hanno contribuito ad insegnarmi. Senza di voi io non sarei quel (poco) che sono. E vi ringrazio tutti. Ringrazio tutti dalla prima persona che ha messo piede nella nostra palestra all'ultima che l'ha lasciata. Ringrazio tutti i bambini, che nei loro occhi hanno la gioia del gioco. Ringrazio tutti i ragazzi, che iniziano a credere veramente in quello che fanno, e stanno crescendo. Ringrazio tutti gli adulti, che ogni settimana hanno l'umiltà di confrontarsi, ed il coraggio di mettersi in gioco. Sono un esempio. Ringrazio tutti i genitori, che hanno abbracciato la giornata con il loro infinito calore e con la loro partecipazione. Ringrazio Cristiana, che ieri ha vissuto intensamente con me ogni attimo prima e dopo. Ringrazio Mirko, che è una delle più belle persone con cui io mi sia mai trovato a contatto. Ringrazio Sergio, per la sua disponibilità e la sua capacità di infondere tranquillità. Ringrazio Gaetano, una persona speciale come poche ce ne sono, e per la quale io ho una profonda adorazione. Ringrazio i miei più cari amici: Barbara, Dario e Massimiliano. Ho percepito quanto hanno vissuto intensamente la mia giornata, che è diventata anche la LORO giornata. Li vedevo con la coda dell'occhio, e leggevo nelle loro espressioni "ecco cosa intende ogni volta che attacca il pippone sul karate". Mi ha fatto un infinito piacere poter condividere quel momento con loro. Ringrazio Pietro. Se possibile, lui ha vissuto ancora più intensamente di me il mio esame. L'ho visto in ogni sguardo, l'ho percepito in ogni parola. L'hanno percepito i miei amici, i quali mi hanno confessato di essersi commossi durante il discorso che ha preceduto la consegna della cintura vera e propria. Sei tu quel vaso più grande. den 13 maj [ODIO][ODIO] Facebook: lo scontro finale Ieri ho provato l'iscrizione facebook, e ieri ho cancellato tutto. Mi sono iscritto per vari motivi. Il primo è che trovo piacevole scoprire persone nuove con le quali discutere dei propri interessi, e confrontarsi. Posso parlare con un karateka di sydney con facebook, ma di certo non posso arrivare fino a syndey per cercare karateki. Non me ne fregava un cazzo di ritrovare vecchie persone (se non forse un paio che non riesco a contattare in nessun modo), e infatti alla fine ho aggiunto solo i miei amici più o meno veri, e le persone con cui parlo abitualmente su msn. Il secondo è che pensavo di poter mettere solo poche informazioni essenziali, e gestire tutto il resto. Il terzo è la curiosità, volevo capire meglio perchè c'è iscritta tutta questa gente, perchè ovunque. Magari sbagliavo io. Il quarto perchè spesso vengo additato di essere eccessivo, esagerato, negativo. In un attimo di debolezza, ho voluto dare retta a chi mi addita in questo modo. E provare. All'inizio mi stavo anche "divertendo", un pò di puttanate ogni tanto fanno bene. Ho capito quello che stavo facendo appena ho visto che, subito dopo la mia iscrizione, era stata postata una mia foto. Allora lì ho capito. Ho capito che le persone (e io, che ci sono cascato ingenuamente) non si rendono conto di cio che fanno. Non si rendono conto di mettere le proprie informazioni in mano a chissà chi (perchè tutto cio che viene messo diventa proprietà di facebook), non si rendono conto che rendono pubbliche cose proprie e cose di altri. Ho visto che non c'è controllo, non c'è filtro. E mi sono spaventato. Non capiscono che mettono a disposizione informazioni personali: se venisse una qualsiasi persona a casa vostra a chiedere quelle informazioni voi gliele dareste? E perchè a facebook si? Ho voluto provare, e ho visto che era un errore. Ho messo a disposizione alcuni dati (minimi, in realtà... e solo a persone che già li conoscono, e ai loro amici... e agli amici degli amici...). Ho visto gente che si divertiva, e si diverte su facebook. Io non ci riesco, non è una cosa che fa per me. Quando esco di casa, e mi annoio... sono molto contento. Sarò sbagliato io (proprio per capirlo mi sono iscritto). E' possibile che io sia sbagliato. E' molto probabile che sia questo. Che non riesco a vivere serenamente cose che quasi tutti vivono seranamente. Che non riesco a vedere la semplicità delle cose, ma elevo tutto a sistema e gli do un'importanza superiore a quella che merita. Non mi interessa sapere chi ha ragione, e chi ha torto. Ho avuto un momento di "debolezza", ho avuto un momento in cui ho sentito il bisogno di "sentirmi accettato dal mondo che ho sempre allontanato". Ho provato, ma il mio ego ha avuto il sopravvento. Io sono così, non posso cercare altro per cambiarmi. L'istinto mi ha fatto agire, e la ragione mi ha fatto tornare. Senza facebook sono tagliato fuori da molti giochi. Non vedo le foto che il mio amico pubblica, non conosco gli amici dei miei amici. Distinguo però quello che è reale da quello che non è reale. Se il mio amico ha piacere che io veda quelle foto, me le farà vedere lo stesso. Se il mio amico non mi parla dei suoi amici, probabilmente in mente non distingue il reale dal virtuale. Aspetto che qualcuno mi dica LOL mentre parliamo a voce. den 12 maj [ODIO] Facebook, parte2Qui la parte 1
Oggi ho fatto l'iscrizione a facebook.
Perchè?
...ma saranno cazzi miei?
Mettiamola così: sono lunatico. E' la prima cosa che leggete appena aprite il miospazio.
Non sono schiavo di me stesso.
Cerco di ragionare.
E principalmente, cerco sempre di migliorarmi.
ps: la penso ancora ESATTAMENTE come in Facebook, parte1.
Il punto è questo: non importa quanto sia lungo, ma come lo si usi.
A proposito: ho nominato un personale Sancho Pancia. E' l'addetto al controllo sulla mia evoluzione dall'utente al facebookinaro.
Se un giorno non vedrete più aggiornamenti sul blog, sappiate che lui ha il diritto di vita e di morte su di me. AGGIORNAMENTO Profilo cancellato. den 8 maj [AMO] Ciao, Maestro Giovedi 08 Maggio 2009 è stata, nella mia "carriera" da studioso di Karate, una giornata molto particolare. Si sono susseguiti una serie di eventi che rimarranno impressi nella mia mente. Tre turni, tre grandi insegnamenti. Arrivato in palestra, uno studente del turno dei bambini entra nello spogliatoio, mi guarda e mi dice: "Ciao Maestro!". Sono rimasto a bocca aperta. L'unica cosa che sono riuscito a dire, dopo qualche secondo, è stata "Ciao". Avrei potuto (e forse dovuto) rispondere: "Ciao, ma io non sono un Maestro". Ma non l'ho fatto. Non l'ho fatto perchè sono rimasto stupito da quelle due semplici parole, dette con estrema naturalezza. Talmente tanto colpito che la mia mente ha iniziato a viaggiare fino al momento in cui, un giorno e a pieno titolo, mi verrà detto "Ciao, Maestro". Quelle due parole mi hanno fatto capire che qualcosa in me sta cambiando, e questo cambiamento è evidente e rapido. Ringrazio QUEL bambino, perchè con quelle due parole, così semplici e così... complesse, mi ha messo veramente KO. Poi ho iniziato a fare il riscaldamento con i gli studenti del turno dei medi. Ieri ho sentito che si è sbloccato qualcosa, tra di noi. Dentro quel gruppo. Abbiamo faticato tantissimo, veramente un ottimo riscaldamento. Sentire i ragazzi che si divertivano per e durante i lavori svolti, e sentirli domandare, e vederli coinvolti, e sudare... beh, è stata una bella cosa. Per qualche strana alchimia, ieri ho percepito un grande avvicinamento di loro verso di me, e di me verso di loro. Non è un discorso di "io comando, tu esegui", non è nemmeno un discorso di "io insegno a voi". E' semplicemente: "ho gioia nel fare con voi, e vedo che voi iniziate a fidarvi di me". E qui mi tornano in mente le parole di prima: "ciao Maestro!". Tra parentesi, è stato un allenamento devastante (anche se c'era qualcuno che andava a cogliere gli asparagi). Turno adulti. Kumite. No, non combattimento sportivo. Kumite. Quello "vero", per quanto possibile nell'ottica del non distruggerci reciprocamente. Due aggressori contro un aggredito. Tecniche libere, in attacco e in difesa. Realtà di situazione. TUTTI si sono confrontati con loro stessi, mentre si confrontavano con i loro avversari. Non è stata una lotta contro avversari: ogni avversario è stato solo il riflesso del proprio stato psicologico e tecnico. Mi sento di dire che è stato l'allenamento PIU' BELLO che io abbia mai fatto. Mi ha insegnato tanto su me stesso, mi ha mostrato molti miei limiti e alcune mie virtù. Combattere, da aggressore, con Gaetano e contro Marco (cui rinnovo ancora i miei complimenti) mi ha fatto capire tante cose su cui devo lavorare. Combattere, in qualità di aggredito, mi ha dato una panoramica su cio che sono in grado di fare. In questa situazione sono rimasto piacevolemente sorpreso dalle valutazioni tattiche che ho fatto, per poi agire di conseguenza. Combattere, da aggressore, contro Pietro è anzitutto una cosa che non auguro a nessuno. Ho capito i miei limiti mentali, sui quali devo lavorare tantissimo. Ho compreso anche molti miei limiti tecnici. Combattendo contro Pietro la cosa che più mi ha colpito è stata la percezione del pericolo: c'è stato un momento in cui entrambi ci guardavamo e nessuno faceva niente. Lui mi aspettava, caricato a pallettoni. E io percepivo questo, e non sapevo veramente come muovermi (tant'è che ho tentato un Kakato Geri). Entrambi, almeno nella mia sensazione, attendevamo con lo sguardo fisso un cenno dell'altro ed entrambi eravamo indecisi se continuare quell'allenamento o se fermarsi. Alessandro che dice: "Tu (mirko), tu (Pietro) e tu (Io) siete di un altro livello". E' stata una frase che mi ha fatto un piacere infinito. Non perchè godo quando gli altri mi riconoscono un pregio (anche se in tutta onestà non posso nemmeno dire che ciò non accada), ma perchè vuol dire che, nel mio piccolo, sto imparando. Imparere significa in primo luogo apprendere, ma apprendere va di pari passo al condividere con gli altri cio che si sà. Tutto il sudore, tutta la fatica e tutti i sacrifici fatti in questo tempo. Così come Gaetano, che dice "Io mi voglio allenare con Sergio e Valerio proprio per superare certi miei limiti". E anche qui mi tornano in mente le parole di prima: "ciao Maestro!". Le mie considerazioni possono sembrare ridicole o detto da qualcuno che "Si prende troppo sul serio". Io non prendo me troppo sul serio. Io prendo TUTTO sul serio. C'è un tempo per ogni cosa. In palestra è SEMPRE tempo di prendersi sul serio. den 9 april [AMO] Momenti di solitudineLa ragione dell'esistenza è la solitudine. E' l'eterna alleata del pensiero cosciente. E' molto semplice stare soli in qualsiasi posto, anche affollato. Lo siamo tutti, solo che non vogliamo ammetterlo. Cerchiamo realtà che ci possano far sentire meno isolati, ma sono solo palliativi. Tutta l'esistenza è votata alla solitudine estrema. Non esiste niente, tutto è finzione, subrealtà. Ogni evento, ogni conseguenza, ogni momento. E' un pianista solitario che rintocca qualche nota, stonata. Godo nella mia solitudine. Ne godo perchè è confrontandomi con Lei che posso capire tante cose di me. Comprendere il mondo, analizzarlo più coscientemente. Ogni rapporto, ogni contatto ha un fondo di ipocrisia. E' per paura di stare soli che ci allontaniamo dalla solitudine. No, io non ho paura di stare solo. E' da solo che trovo me stesso. E ora... stò iniziando a vedere una strada. Disperazione, agonia, falsità, pregiudizio e morale. Questi sono i miei compagni di viaggio. Non c'è spazio per l'allegria, non c'è tempo per la felicità. Tutto è vano. L'unica cosa che resta è: solitudine. den 8 april [ODIO] Gli ipocriti del day-after-tomorrow In questi giorni stiamo assistendo ad una delle più merdose sfaccettature della razza umana, anche se forse potrei permettermi di limitarmi alla razza italiana. Stiamo in piena emergenza da ipocriti-del-giorno-dopo. C'è una letterale esplosione di personaggi che manifestano "rispetto" per le vittime del terremoto, di personaggi che chiedono di fermare il calcio, di soggetti che ritrovano improvvisamente la loro spiritualità. Dove eravate voi quando hanno iniziato i bombardamenti in medio oriente? Il vostro "dolore" è direttamente proporzionale alla distanza dall'evento? Perchè chiedete a gran voce di fermare il calcio? Il calcio è tanto diverso da TUTTO lo show-biz? E fermando il calcio cosa dimostrate ed a chi? E il basket? Il tennis? Ci sono gli internazionali d'Italia. Il nuoto? Dio? Perchè vi affidate a dio, o ve la prendete con lui? Che cosa c'entra dio in tutto questo? Tra due settimane, quando tutto sarà "finito" -mediaticmaente parlando-, dove sarete voi? Gran merito a tutti coloro che sono partiti, e sono andati ad aiutare, chi in un modo e chi in un altro. Gran merda a tutti coloro che chiaccherano, e chiaccherano. Le loro chiacchere sono buone per pulirmi il culo. E io? Cosa ho fatto io? Non ho bisogno di dirlo a voi. Anche se non avessi fatto niente, per lo meno ho avuto la decenza di tacere. |
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