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October 08 [ODIO] Distopia Spesso mi trovo a compiere della azioni che per me sono la normalità, ma guardandomi intorno... mi fanno quasi sentire un superuomo. Oggi vedo una macchina ferma in mezzo alla strada con due signore in evidente difficoltà che tentavano di spingerla a mano in salita. Dietro questa macchina, un tizio stava immobile a guardare, aspettando diligentemente e pazientemente. Allibito dalla situazione, fermo la mia vettura, mi avvicino alle signore e le aiuto a spingere. Nel frattempo, il tizio di cui sopra fa manovra e se ne va. Ora, io non ritengo di aver fatto un gesto fuori dal comune. Mi sembra solo di essere stato civile e di aver aiutato dove ho potuto. Non ci vuole un genio a capire che la situazione era di difficile soluzione per due donne, così come non ci vuole Gesù Cristo per avere il senso civico necessario ad aiutare due persone. Riflettendo su ciò, mi sono tornate in mente tante situazioni "sociali" in cui mi sono comportato con estrema naturalezza, sentendomi quasi un alieno. Ricordo che una volta ero alla stazione del treno, e c'era un bimbo che piangeva e urlava. Era solo in mezzo alla stazione, e non se lo cacava nessuno. Dopo aver atteso qualche secondo, mi sono avvicinato al bambino temendo si fosse perso... e ho cercato di parlarci. Passa qualche ulteriore istante, e si avvicina un tizio che mi dice "che succede?". Rispondo: "niente, ho visto che era solo, piangeva... e pensavo si fosse perso". Dopo un attimo di comprensibile smarrimento (dettato anche dal mio abbigliamento... capelli lunghi, cappottone di pelle, tutto nero), il tizio mi fa "grazie", con uno smagliante sorriso di stupore. E dico "prego", e penso: ma grazie di cosa? Ricordo, sempre alla stazione, quando un ubriaco importunava una ragazza, la quale cercava palesementa aiuto con lo sguardo. La scena è stata bellissima: io mi avvicino, lei mi guarda, io gli faccio un gesto di non preoccuparsi con gli occhi, l'ubriaco le fa... "ma perchè è venuto lui?", e lei "perchè è un mio amico". E ho aspettato lì, braccia conserte, finchè non prendesse il suo treno. Ancora, ricordo a Barcellona sulla metro. Una ragazza entra, la porta si chiude e la sua valigia resta incastrata. La gente la guarda rimbambita, ed io sono andato a forzare la porta per aprirla. Ora. Non ritengo di essere migliore. Vivo nella speranza che facendo queste piccole e normali azioni, prima o poi avrò occasione di essere "gentile" con qualcuno che non lo è. E che questa persona, a sua volta, possa fare un gesto di gentilezza verso altri. Eppure, ogni giorno vedo indifferenza, menefreghismo e superficialità. Si litiga per ogni stronzata: chi ha la precedenza, per la fila alla posta, per un parcheggio. Che senso ha? Purtroppo si è giunti al paradosso per cui se uno fa una gentilezza, chi la riceve ne resta stupito. Viviamo in un mondo al contrario, in cui la normalità è la scortesia, e la gentilezza è l'evento straordinario, da premiare. Se volete veramente capire cosa sia la gentelizza, la disponibilità e l'affabilità... fatevi un soggiorno in Irlanda, o in Scozia. O in Norvegia. Vi cambierà la vita. O magari vi farà solo sentire delle merde. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://1000occhi.spaces.live.com/blog/cns!5B9582961809FF33!654.trak Weblogs that reference this entry
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