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September 01 [ODIO] Forbici, Sasso e molta molta Carta Odio me stesso. Odio la mia impulsività, cui segue tassativamente riflessione. Tarda riflessione, che mi mostra danni causati, cui è impossibile porre riparo salvo volere divino. Troppo spesso mi nascondo dietro ad un "ho fatto bene così", sapendo di mentirmi. Odio la mia impulsività, e le mie associazioni mentali causa-effetto. E' ironico come da un effetto X riesca a ricavare una causa Y che genera a sua volta un effetto S. S di stronzo, perchè molto spesso mi trovo a dirmi: "ma possibile che...?". Odio la mia impulsività, che fa male sempre e solo alle persone cui voglio bene. Chi sono le persone cui vuoi veramente bene? Sono quelle con cui riesci a manifestare, senza vincoli, in toto la tua essenza. Sono coloro con cui parli senza filtro, sono coloro cui puoi dire qualsiasi cosa ti passa per la testa. Sono coloro che ti permettono di esprimerti, senza paura di essere giudicato. E proprio questo profondo legame spesso mi porta ad essere eccessivo, impulsivo e poco razionale. E' un po' come con i genitori: sono le persone che più spesso si trattano male, proprio perchè sono le persone cui più si vuole bene. E' un "trattare male" involontario: lo si esprime esclusivamente perchè si è spontanei, si esce dagli archetipi dei rapporti sociali e si lascia libero sfogo alla bestia, all'istinto. Paradossalmente, in contesto di Amicizia si dovrebbe essere contenti di essere trattati male, in quanto consapevoli della purezza del rapporto. Forse è proprio questo mi permette di mantenere in piedi le mie amicizie: l'intelligenza dei miei interlocutori. Arriva, alla fine, il momento del conto. E lì, mi chiedo: ho fatto bene? Ho fatto male? Ho fatto Male? Il dubbio più grande, costante, è però sempre lo stesso: lo rifarei? E attualmente, che fare? TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://1000occhi.spaces.live.com/blog/cns!5B9582961809FF33!642.trak Weblogs that reference this entry
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