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    June 29

    [AMO] Every one man for himself!

    Mi sono spesso trovato a riflettere circa l'importanza cruciale nell'esistenza di ogni individuo del fattore egoismo.
    Ritengo l'egoismo la vera stilla dell'essenza dell'essere essere, che va di pari passo con l'attrazione sessuale (di cui dirò in futuro).

    Normalmente l'egoismo viene intepretato in chiave totalmente negativa, e riceve un'accezione che ne sottovaluta l'importanza e la purezza.
    Essere egoista non significa pensare a se stessi, senza pensare agli altri. Interpreto l'egoismo come pure e piena manifestazione del proprio ego, della propria persona e dei propri desiderata. E cio non è affatto detto che escluda qualsivoglia altro essere vivente dalla propria sfera.

    Egoismo è puro e totale appagamento di stessi, e tutto sommato (dando per scontato l'anno sabatico di dio), è con noi stessi che un giorno faremo i conti.

    Partendo da un egoismo "neutro", il punto focale è capire cosa appaghi veramente noi stessi.
    Se nell'appagare gli altri io raggiungo il mio nirvana, per quale motivo non dovrei essere egoista?
    Se il mio benessere è strutturalmente veicolato dall'altrui benessere, com'è possibile trovare aspetti negativi?

    E' vero, ci sono esseri la cui ricerca di benessere causa danni agli altri individui.
    Sta a voi capire da che lato state camminando.
    E anche se causate danno agli altri, voi avrete solo attestato voi stessi.
    Senza morale, senza giudizio. Pura essenza. C'è qualcosa di più brillante?

    Il reale problema si manifesta nell'istante in cui l'egoismo terzo si scontra con il proprio personale egoismo. Nel momento in cui vi è comunità di fine ma non d'intenti nasce la società, la cui funzione è sempre e solo quella di limitare l'azione egoista di ogni individuo, creando una moralità e aiutando la natura nella selezione delle entità da mantenere, socialmente parlando, vita.
    Paradossalmente, la società diviene la morte dell'individuo puro.

    Tutto è egoismo. Ogni minima azione, pensiero è guidato dall'egoismo.
    Siamo una razza potenzialmente perfetta in un mondo potenzialmente perfetto. Sfortunatamente non ci conosciamo abbastanza da capire veramente cosa vogliamo.
    O fortunatamente. Non saprei. Non è la morale che cerco, in questo intervento.
    Il nostro grande limite è cio che ci distungue: l'intelletto.



    per i più maliziosi, ho formulato questo pensiero ben prima di conoscere la Teoria della Mano Invisibile
    June 25

    [AMO] Burattinai

    Ho preso il polsino di James Hetfield

    June 07

    [AMO] Kime

    Non so veramente da dove e come iniziare.
    E' stata una giornata densa, piena, dall'inizio alla fine.

    Ho vissuto intensamente ogni istante, sentendo dentro di me un crescendo che ha avuto il suo massimo nel combattimento più difficile della mia vita: quello contro me stesso.

    In un istante, in un solo istante si sono concentrati anni di studio, di sudore, di confronto, di pratica, di certezze e di incertezze. Un solo istante, un attimo che ha preceduto la preparazione al gesto tecnico.

    Ogni istante, in ogni piccola frazione di secondo io ho ri-vissuto anni di vita.
    Ho lavorato e mi sono preparato per poter giungere mentalmente pronto ad affrontare tutti i piccoli momenti che hanno costruito il mio passaggio di cintura. In ogni centesimo di secondo ho vissuto il mio karate.

    La soddisfazione più grande non è l'aver ottenuto "la cintura"; non è nemmeno essere stato gratificato.
    Ciò che più mi riempie di orgoglio è l'essere riuscito ad esprimere in pieno il mio karate, battendo me stesso.
    Da sconfitto, io ne esco vincitore.

    Ieri, per la prima volta, sono stato soddisfatto di ciò che ho fatto.
    Ieri... era come una vaso, e ad ogni tecnica, ad ogni momento, ad ogni passaggio io aggiungevo dell'acqua.
    Ieri, per la prima volta, io ho riempito quel vaso. L'acqua l'ha colmato del tutto, ed ha inizato a fuoriscire.
    E non si è dispersa, ha semplicemente inziato a riempire un vaso più grande, che a sua volta conteneva il suo fratello più piccolo.

    Così è stato.
    Sono stato contento degli errori che ho fatto, perchè ho errato proprio lì dove so di dover lavorare.
    E' proprio questo che mi da soddisfazione: il non aver sbagliato dove so di essere capace.
    Ieri, per la prima volta, ho espresso tutto il karate che ho dentro, completamente immerso nei suoi pregi e nei suoi difetti.

    Ha bruciato intenso dentro di me il fuoco del kime, ed ogni kiai era energia allo stato puro che si sprigionava.
    Ho capito cosa sia immergersi in se stessi, ed esprimere tutto quello che si è, e tutto quello che si ha.

    A me non importava fare l'ESAME PERFETTO.
    Se ieri avessi fatto tutto perfettamente, io non avrei espresso il mio karate.
    In tutti i miei errori, in tutte le mie incertezze io ero me stesso. E' questo ciò che, per me, è importante.
    La mia prerogativa era fare il mio karate. E ci sono riuscito. Dentro di me, che è quello che per me più conta, io sento di esserci riuscito.
    E non ci sono lustri, non ci sono premi che possano valorizzare quello che io ho provato e che rievoco tutt'ora scrivendo queste righe.
    In tutti i miei errori, in tutte le mie incertezze io ero me stesso. .

    Sento di aver espresso qualcosa, qualcosa che va oltre la tecnica e oltre i libri. Sento di aver espresso ME STESSO.


    Spero che queste parole vengano colte nella loro essenza: la mia non è autocelebrazione, ma è pura soddisfazione. E' l'aver raggiunto un risultato. Questo risultato non è la cintura marrone. Questo risultato è l'aver tradotto in pratica quello che io ho dentro. E che TUTTI hanno contribuito ad insegnarmi.
    Senza di voi io non sarei quel (poco) che sono.

    E vi ringrazio tutti.
    Ringrazio tutti dalla prima persona che ha messo piede nella nostra palestra all'ultima che l'ha lasciata.
    Ringrazio tutti i bambini, che nei loro occhi hanno la gioia del gioco.
    Ringrazio tutti i ragazzi, che iniziano a credere veramente in quello che fanno, e stanno crescendo.
    Ringrazio tutti gli adulti, che ogni settimana hanno l'umiltà di confrontarsi, ed il coraggio di mettersi in gioco. Sono un esempio.
    Ringrazio tutti i genitori, che hanno abbracciato la giornata con il loro infinito calore e con la loro partecipazione.

    Ringrazio Cristiana, che ieri ha vissuto intensamente con me ogni attimo prima e dopo.
    Ringrazio Mirko, che è una delle più belle persone con cui io mi sia mai trovato a contatto.
    Ringrazio Sergio, per la sua disponibilità e la sua capacità di infondere tranquillità.
    Ringrazio Gaetano, una persona speciale come poche ce ne sono, e per la quale io ho una profonda adorazione.
    Ringrazio i miei più cari amici: Barbara, Dario e Massimiliano. Ho percepito quanto hanno vissuto intensamente la mia giornata, che è diventata anche la LORO giornata. Li vedevo con la coda dell'occhio, e leggevo nelle loro espressioni "ecco cosa intende ogni volta che attacca il pippone sul karate". Mi ha fatto un infinito piacere poter condividere quel momento con loro.

    Ringrazio Pietro.
    Se possibile, lui ha vissuto ancora più intensamente di me il mio esame. L'ho visto in ogni sguardo, l'ho percepito in ogni parola.
    L'hanno percepito i miei amici, i quali mi hanno confessato di essersi commossi durante il discorso che ha preceduto la consegna della cintura vera e propria.
    Sei tu quel vaso più grande.