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    May 13

    [ODIO][ODIO] Facebook: lo scontro finale

    Ieri ho provato l'iscrizione facebook, e ieri ho cancellato tutto.

    Mi sono iscritto per vari motivi.
    Il primo è che trovo piacevole scoprire persone nuove con le quali discutere dei propri interessi, e confrontarsi.
    Posso parlare con un karateka di sydney con facebook, ma di certo non posso arrivare fino a syndey per cercare karateki.
    Non me ne fregava un cazzo di ritrovare vecchie persone (se non forse un paio che non riesco a contattare in nessun modo), e infatti alla fine ho aggiunto solo i miei amici più o meno veri, e le persone con cui parlo abitualmente su msn.
    Il secondo è che pensavo di poter mettere solo poche informazioni essenziali, e gestire tutto il resto.
    Il terzo è la curiosità, volevo capire meglio perchè c'è iscritta tutta questa gente, perchè ovunque. Magari sbagliavo io.
    Il quarto perchè spesso vengo additato di essere eccessivo, esagerato, negativo. In un attimo di debolezza, ho voluto dare retta a chi mi addita in questo modo. E provare.

    All'inizio mi stavo anche "divertendo", un pò di puttanate ogni tanto fanno bene.
    Ho capito quello che stavo facendo appena ho visto che, subito dopo la mia iscrizione, era stata postata una mia foto.

    Allora lì ho capito. Ho capito che le persone (e io, che ci sono cascato ingenuamente) non si rendono conto di cio che fanno.
    Non si rendono conto di mettere le proprie informazioni in mano a chissà chi (perchè tutto cio che viene messo diventa proprietà di facebook), non si rendono conto che rendono pubbliche cose proprie e cose di altri. Ho visto che non c'è controllo, non c'è filtro. E mi sono spaventato.

    Non capiscono che mettono a disposizione informazioni personali: se venisse una qualsiasi persona a casa vostra a chiedere quelle informazioni voi gliele dareste? E perchè a facebook si?

    Ho voluto provare, e ho visto che era un errore.
    Ho messo a disposizione alcuni dati (minimi, in realtà... e solo a persone che già li conoscono, e ai loro amici... e agli amici degli amici...).
    Ho visto gente che si divertiva, e si diverte su facebook. Io non ci riesco, non è una cosa che fa per me.
    Quando esco di casa, e mi annoio... sono molto contento.

    Sarò sbagliato io (proprio per capirlo mi sono iscritto). E' possibile che io sia sbagliato. E' molto probabile che sia questo.
    Che non riesco a vivere serenamente cose che quasi tutti vivono seranamente. Che non riesco a vedere la semplicità delle cose, ma elevo tutto a sistema e gli do un'importanza superiore a quella che merita.

    Non mi interessa sapere chi ha ragione, e chi ha torto.
    Ho avuto un momento di "debolezza", ho avuto un momento in cui ho sentito il bisogno di "sentirmi accettato dal mondo che ho sempre allontanato".
    Ho provato, ma il mio ego ha avuto il sopravvento.

    Io sono così, non posso cercare altro per cambiarmi.
    L'istinto mi ha fatto agire, e la ragione mi ha fatto tornare.

    Senza facebook sono tagliato fuori da molti giochi.
    Non vedo le foto che il mio amico pubblica, non conosco gli amici dei miei amici.
    Distinguo però quello che è reale da quello che non è reale.

    Se il mio amico ha piacere che io veda quelle foto, me le farà vedere lo stesso.
    Se il mio amico non mi parla dei suoi amici, probabilmente in mente non distingue il reale dal virtuale.

    Aspetto che qualcuno mi dica LOL mentre parliamo a voce.
    May 12

    [ODIO] Facebook, parte2

    Qui la parte 1
     
    Oggi ho fatto l'iscrizione a facebook.
    Perchè?
     
    ...ma saranno cazzi miei?
     
     
    Mettiamola così: sono lunatico. E' la prima cosa che leggete appena aprite il miospazio.
    Non sono schiavo di me stesso.
    Cerco di ragionare.
    E principalmente, cerco sempre di migliorarmi.
     
    ps: la penso ancora ESATTAMENTE come in Facebook, parte1.
    Il punto è questo: non importa quanto sia lungo, ma come lo si usi.
     
    A proposito: ho nominato un personale Sancho Pancia. E' l'addetto al controllo sulla mia evoluzione dall'utente al facebookinaro.
    Se un giorno non vedrete più aggiornamenti sul blog, sappiate che lui ha il diritto di vita e di morte su di me.



    AGGIORNAMENTO
    Profilo cancellato.
    May 08

    [AMO] Ciao, Maestro

    Giovedi 08 Maggio 2009 è stata, nella mia "carriera" da studioso di Karate, una giornata molto particolare.
    Si sono susseguiti una serie di eventi che rimarranno impressi nella mia mente. Tre turni, tre grandi insegnamenti.

    Arrivato in palestra, uno studente del turno dei bambini entra nello spogliatoio, mi guarda e mi dice: "Ciao Maestro!".
    Sono rimasto a bocca aperta.
    L'unica cosa che sono riuscito a dire, dopo qualche secondo, è stata "Ciao".
    Avrei potuto (e forse dovuto) rispondere: "Ciao, ma io non sono un Maestro". Ma non l'ho fatto.
    Non l'ho fatto perchè sono rimasto stupito da quelle due semplici parole, dette con estrema naturalezza. Talmente tanto colpito che la mia mente ha iniziato a viaggiare fino al momento in cui, un giorno e a pieno titolo, mi verrà detto "Ciao, Maestro".
    Quelle due parole mi hanno fatto capire che qualcosa in me sta cambiando, e questo cambiamento è evidente e rapido.
    Ringrazio QUEL bambino, perchè con quelle due parole, così semplici e così... complesse, mi ha messo veramente KO.

    Poi ho iniziato a fare il riscaldamento con i gli studenti del turno dei medi. Ieri ho sentito che si è sbloccato qualcosa, tra di noi.
    Dentro quel gruppo.
    Abbiamo faticato tantissimo, veramente un ottimo riscaldamento. Sentire i ragazzi che si divertivano per e durante i lavori svolti, e sentirli domandare, e vederli coinvolti, e sudare... beh, è stata una bella cosa.
    Per qualche strana alchimia, ieri ho percepito un grande avvicinamento di loro verso di me, e di me verso di loro.
    Non è un discorso di "io comando, tu esegui", non è nemmeno un discorso di "io insegno a voi". E' semplicemente: "ho gioia nel fare con voi, e vedo che voi iniziate a fidarvi di me".
    E qui mi tornano in mente le parole di prima: "ciao Maestro!".
    Tra parentesi, è stato un allenamento devastante (anche se c'era qualcuno che andava a cogliere gli asparagi).

    Turno adulti.
    Kumite.
    No, non combattimento sportivo. Kumite. Quello "vero", per quanto possibile nell'ottica del non distruggerci reciprocamente.
    Due aggressori contro un aggredito. Tecniche libere, in attacco e in difesa. Realtà di situazione.
    TUTTI si sono confrontati con loro stessi, mentre si confrontavano con i loro avversari. Non è stata una lotta contro avversari: ogni avversario è stato solo il riflesso del proprio stato psicologico e tecnico.
    Mi sento di dire che è stato l'allenamento PIU' BELLO che io abbia mai fatto. Mi ha insegnato tanto su me stesso, mi ha mostrato molti miei limiti e alcune mie virtù.
    Combattere, da aggressore, con Gaetano e contro Marco (cui rinnovo ancora i miei complimenti) mi ha fatto capire tante cose su cui devo lavorare.
    Combattere, in qualità di aggredito, mi ha dato una panoramica su cio che sono in grado di fare. In questa situazione sono rimasto piacevolemente sorpreso dalle valutazioni tattiche che ho fatto, per poi agire di conseguenza.
    Combattere, da aggressore, contro Pietro è anzitutto una cosa che non auguro a nessuno. Ho capito i miei limiti mentali, sui quali devo lavorare tantissimo. Ho compreso anche molti miei limiti tecnici.
    Combattendo contro Pietro la cosa che più mi ha colpito è stata la percezione del pericolo: c'è stato un momento in cui entrambi ci guardavamo e nessuno faceva niente. Lui mi aspettava, caricato a pallettoni. E io percepivo questo, e non sapevo veramente come muovermi (tant'è che ho tentato un Kakato Geri).
    Entrambi, almeno nella mia sensazione, attendevamo con lo sguardo fisso un cenno dell'altro ed entrambi eravamo indecisi se continuare quell'allenamento o se fermarsi.
    Alessandro che dice: "Tu (mirko), tu (Pietro) e tu (Io) siete di un altro livello". E' stata una frase che mi ha fatto un piacere infinito.
    Non perchè godo quando gli altri mi riconoscono un pregio (anche se in tutta onestà non posso nemmeno dire che ciò non accada), ma perchè vuol dire che, nel mio piccolo, sto imparando. Imparere significa in primo luogo apprendere, ma apprendere va di pari passo al condividere con gli altri cio che si sà.
    Tutto il sudore, tutta la fatica e tutti i sacrifici fatti in questo tempo.
    Così come Gaetano, che dice "Io mi voglio allenare con Sergio e Valerio proprio per superare certi miei limiti".
    E anche qui mi tornano in mente le parole di prima: "ciao Maestro!".

    Le mie considerazioni possono sembrare ridicole o detto da qualcuno che "Si prende troppo sul serio".
    Io non prendo me troppo sul serio. Io prendo TUTTO sul serio.
    C'è un tempo per ogni cosa.
    In palestra è SEMPRE tempo di prendersi sul serio.