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    December 15

    [ODIO] Quando ripetono le battute...

    ODIO quando le persone ripetono le battute che sentono!
    ODIO quando, OLTRE a ripetere la battuta che hanno appena ascoltato, lo fanno con la bocca impastata di risate!
    E ancora di più, DETESTO che TI GUARDINO mentre ti ripetono la battuta!

    Facciamo a capirci.
    Il programma in tv (per fare un esempio) lo stò vedendo anche io assieme a te.
    Se rido, rido perchè la battuta l'ho sentita e capita. Non mi serve che me la ripeti. Stò GIA' ridendo, e difficilmente riderò di più.
    Se non rido, è perchè o la battuta mi ha fatto cacare e non si capisce perchè dovrebbe farmi ridere se me la ripeti, o perchè stavo pensando ai cazzi miei e non l'ho proprio sentita. E NO! Tu che me la ripeti non sei simpatico quanto il comico. Quindi, per cortesia, EVITA DI FARLO. Fatti gli affari tuoi e ridi! O ti senti a disagio perchè tu ridi e io no?

    Tu, lettore, che ti senti offeso da questo intervento, molto probabilmente sei un ripetitore di battute.
    Evita di farlo, non condannare la gente che è intorno a te a ricoprirsi le orecchie con un velo di infinita tristezza.

    Se pensi di essere così esilarante, vai a Zelig.

    December 07

    [AMO] Il Karaté

    La mia avventura nel Karaté è inziata poco più di 4 anni fa (settembre 2004).
    Mi sono avvicinato a questo mondo per puro spirito di competizione nei confronti della mia ragazza. Lei si voleva iscrivere con il padre che aveva inziato da un anno; io facevo body building da altrettanto tempo ma iniziavo a sentire la necessità di qualcosa di più attivo. E soprattutto non mi andava che lei imparasse a fare le mosse dei film e io no :)

    A quel tempo ero completamento a digiuno della filosofia marziale e di tutto quello che la circonda. Gli anni di Judo fatti da bambino (cintura blu mancata) tutto sommato hanno dato i loro frutti: senso della posizione, idea del sensei e del sempai, concezione del Dojo, capacità nelle cadute (e per questo vengo picchiato ad oltranza) e capacità di proiezione. In questo, devo dare atto al mio vecchio maestro... imparare deterimanti valori e gesti tecnici ad un bambino e fare in modo che diventino spontanei è sicuramente segno di grnade qualità (ricordo la prima volta che sono salito nel nostro "tatami"... è stato automatico fare il saluto al Dojo.. ed è stata una bellissima sensazione).

    La prima lezione è stata indimenticabile.
    Conoscevo già il Maestro, in quanto amico di famiglia della mia ragazza C'era sempre stata una reciproca simpatia (soprattutto culinaria).
    Lui si ricordava di me come "capellone"... e quando mi vide in quel luogo e con i capelli corti (un giorno mi confessò che mi riteneva l'uomo più brutto del mondo con quella acconciatura) la sua espressione fu un misto di stupore e profondo piacere.

    Dopo quattro anni di pratica, penso di poter affermare di aver trovato una strada.

    Ormai sento il Karaté come una presenza quotidiana nella mia vita, e spesso mi ritrovo a filosofeggiare su diversi argomenti, tanto da solo quanto con i miei amici (su tutti, il mio maestro).

    E' un modo di vivere che aiuta a vivere.
    Amo il Karaté in ogni sua forma.
    Dal mio punto di vista, il Karaté non è la gara. Il Karaté non è saper tirare un calcio volante. Non è nemmno essere agili.
    Karaté è pura consapevolezza.
    In se stesso, nei propri mezzi, e degli altri.
    Non esistono le gare, nel Karaté. Non esiste competizione.
    Esiste solo sudore e tanto rispetto. E tanto, tanto, infinito studio.
    Non esistono le cinture, nel Karaté. Sono solo un vessillo. Un punto di riferimento, ma nulla di più.
    Non si è cintura nera per un esame, non si è cintura nera per una gara. Essere cintura nera non significa essere arrivati. Significa solamente (passatemi il termine) che il tuo maestro ti ritiene abile. Ti ritiene un conoscitore in grado di poter dare qualcosa agli altri. L'importante è avere fiducia cieca e pura nel proprio sensei.

    Essere cintura nera è un onore. Rabbrividisco quando vedo cinture nere incapaci di fare le cose più elementari, perchè troppo giovani o perchè fregiati di questo titolo senza esserne all'altezza. Tutto questo è palese nelle competizioni, ma anche in molte palestre.
    Essere cintura nera è responsabilità verso gli altri. E' anzitutto COMUNICAZIONE.

    Karaté non è fare il puro gesto tecnico fine a se stesso. Mi AVVELENO quando vedo i Katà modificati ad arte per poter vincere una gara, o quando sento parlare di "Katà da gara". Il Karaté è UNO, non può esisterere il Karaté da gara. C'è qualcosa di sbagliato, e forse di perverso in tutto questo.
    Il Katà è un combattimento. La gara è semplice esibizione.

    Rabbrividisco quando vedo FENOMENI nel Kumite sportivo e incapaci nelle applicazioni da strada, da vita reale.
    Il Karaté è difesa personale, non è avere un punto per un calcio volante. Non è saper colpire, nè filosofia.
    E' entrambe le cose.

    "Gara" è la malattia più grande di cui soffre il Karaté, e suoi veicoli sono, purtroppo, molti maestri e molte federazioni. E molti ancora fingono di non essere soggiogati a questa mentalità, e si riempiono la bocca di DO, smentendo puntualmente con i loro comportamenti ogni minima affermazione essi facciano.

    Praticare Karaté significa essere costantemente alla ricerca del superamento dei propri limiti, del miglioramento personale e della condivisione del proprio sapere, tecnico e mentale.
    Karaté è una strada. Una lunga strada. Una strada infinita. E il maestro è una bussola, che indica la direzione.
    Se è vero come è vero che NESSUNO può permettersi di dire che, nella pratica del Karaté, ha raggiunto il punto più alto, automaticamente nemmeno il maestro può indicarti la via. Può accompagnarti, e nell'umiltà che lo contraddistingue camminerà passo passo accanto a te.
    E' questo che molti maestri non capiscono.

    Tutte queste idee non mi sono state imposte, non le ho ereditate da nessuno.
    Sono semplicemente degli spunti di riflessione che con la pratica, la discussione e il confronto ho fatto miei.
    Il DO non può essere imposto. Deve venire spontaneo dall'allievo. E' un processo di maturazione, che avviene se l'ambiente è positivo e se l'allievo è stimolato.
    Non strumentalizzato. L'allievo non deve essere in grado di ripetere a pappagallo quello che dice il proprio sensei. Non è intraprendere una via, questa. E' solo pura emulazione. Il Karaté non lo si impara quando viene imposto. Al massimo, si acquisice un buon Garaté, che finisce non appena finisce l'età agonistica. Il vero Karaté, invece, è per tutta la vita.

    Non finirò mai di ringraziare il mio maestro per essere la persona che è, ed altrettanto non finirò mai per ringraziarlo per la persona che non è.

    Questo post potrebbe suscitare molte polemiche.
    Non voleteme, sono una semplice cinura quasi blu. Ho molto da imparare.



    December 05

    [ODIO] I parcheggiatori abusivi

    Una categoria che ho sempre odiato a morte è quella dei parcheggiatori abusivi, soprattutto quando aggressivi.
    Oltre a dover pagare il parcheggio in qualsiasi angolo del globo tu ti possa fermare, sei anche costretto a dare il PIZZO a questi delinquenti, che ti minacciano.

    Personalmente li evito SEMPRE. Preferisco parcheggiare un chilometro o due più lontano, piuttosto che pagare questi abusivi.
    E' vergognoso che le autorità competenti non facciano niente! Oltre a pagare una tombola di benzina, una tombola di parcheggia siamo anche costretti a versare questa IMPOSTA a questi soggetti.
    Oltretutto, i guadagni sono lauti. Una volta con 500 lire te la cavavi, ora ti chiedono anche due maledetti euro.
    Li odio quando ti chiamano da 500 metri e ti dicono CAPO. Ma capo di che cazzo di cosa?
    "Capo! Qui qui!" Pure se non devi parcheggiare.
    Poi si avvicinano spocchiosi e ti guardano. Ti fanno sentire in dovere di PAGARLI per l'enorme servizio che prestano alla comunità. Dopotutto, loro lavorano.
    E certo.
    Ti danno un servizio.
    E certo.
    Ancora non ho capito esattamente CHE LAVORO FACCIANO!
    Che fanno? Ti tengono il posto? NO! Ti garantiscono che "i delintquenti " non ti spaccano la macchina? NO! Ti indicano il posto? GRAZIE MA SE GUIDO MOLTO PROBABILMENTE NON SONO CIECO. E allora? E allora è ESTORSIONE.

    Dov'è la tutela per l'onesto cittadino? Quello che magari non paga e si trova la macchina spaccata, o graffiata? Perchè ci devono prendere per il culo in questo modo?

    Eppure sono sempre lì.
    Provate ad andare ad Ostia... provate ad andare a San Giovanni. Andate dove cazzo vi pare, tanto LORO vi trovano.
    Oltretutto ti fanno parcheggiare dove dicono loro! Ma Cristo Santo! Pecore!?
    Oltre che dai retta al parcheggiatore abusivo, oltre che gli dai i soldi... TI PARCHEGGI PURE SUL MARCIAPIEDE?
    Un pò di cervello, merda.

    Se c'è il marciapiede è perchè la gente ci deve passare! Magari una carrozzina! Un disabile!

    Vorrei sapere se nel nord Europa succedono cose del genere (appunto per me: un bell'odio su confronto Nord Europa vs Italia).


    [AMO] I Concerti (Gamma Ray, Novembre)

    Intervento tardivo...

    Martedi 27 novembre sono andato a vedere, dopo tanti anni, un vero concerto power metal!
    Per me è stato un graditissimo ritorno ai vecchi fasti... certo, qualche anno fa ero un capellone brutto, che pogava come un matto e che usciva sempre dai concerti sudato peggio di Giuliano Ferrara... ora è rimasto solo il brutto.

    E' stata una bellissima esperienza rivedere, dopo quasi nove anni (il mio primo concerto!) gli Helloween... non sono invecchiati di una virgola, sempre potenti, precisi e agili sul palco. Grandi... emozionante.

    L'emozione più grande però è stata ritrovarsi davanti Kai Hansen... l'uomo che ha fatto si che Cecilia ed io ci avvicinassimo!
    Granda Kai! Setlist meravigliosa, voce potente (forse un pò supportata da qualche aggeggio tecnologico) e enorme presenza scenica.
    Contentissimo per Somewhere Out In Space, un pò meno per Rebellion in Dreamland tagliata sul coro finale e per la mancanza di Beyond the Black Hole e/o Valley of the Kings. Che spettacolo...

    Il metallaro è veramene cambiato... quando andavo ai concerti io (power, death, black che fossero) c'erano decine di persone sudate e capellone che si prendevano a spallate dall'inizio alla fine. Ora invece è pieno di giovani coi capelli corti che stanno fermi... Qualche pogatina c'è, ma non è più emozionante come una volta.
    Emozionante invece è stato rivedere tantissime facce note, chi ancora capellone, chi coi segni di calvizie, chi semplicemente coi capelli corti (come me).

    Emozionante è stato rivedere i Novembre (Venerdi 30 novembre).
    Per anni ho sostenuto che il concerto più FIGO in assoluto cui abbia assisto è stato quello dei Behemoth a Roma (tour di Thelema.6 se non ricordo male).
    Beh... i Novembre probabilmente li hanno superati. Alle prime note del concerto sono letteralmente impazzito.
    Sul palco sono diventati delle verie furie... incredibili, emozionanti e sempre coinvolgenti. Ottime canzoni, ottima esecuzione, ottima set-list... in poche parole, fantastici!
    Hanno un pò cambiato suono, mi pare (per lo meno dal vivo, per gli studio album sono rimasto a Novembrine Waltz, ma mi aggiornerò a breve): molto più pesante, distorsione più aggressiva e più sparate black/death. Tutto questo si è percepito molto nei pezzi vecchi, in particolare su The Dream of the Old Boat (la mia canzone preferita dei Novembre). L'unica pecca è la voce pulita di Carmelo. Su disco è meravigliosa, dal vivo rende un pò meno. Lo scream invece è fenomenale (malelingue mi dicono sia effettato... mi documenterà).

    In ogni caso, è evidente che girare il mondo in tour gli ha fatto benissimo.
    Al momento, probabilmente sono la migliore band "metal" italiana (ma una menzione particolare va SEMPRE fatta ai Klimt 1918).

    Stranamente, a questo concerto c'era veramente tanta gente, e veramente tantissima vecchia guardia... ma pochi capelloni.
    Forse il metallaro è cambiato... Non saprei. Magari non c'è più quel bisogno di omologazione nel quale anche io ero caduto a suo tempo (oppure ne ero veramente convinto, e tutto mi veniva da dentro? impossible a dirsi... meraviglioso a viversi -fottuto amarcord, ti odio... ti dedicherò un intervento prima o poi!). Forse non bisogna nemmeno più parlare di metallaro, e probabilmente non se ne sarebbe mai dovuto parlare.
    Ma tant'è... tant'è che il metal è vivo, e mi fa nuovamente sentire vivo.
    Non mi sento metallaro. Mi sento una persona che ama quello che ascolta, e che ascolta quello che lo emoziona. E se il metallo è l'unica forma che mi da emozioni (a parte qualche rara eccezione, su tutte i Beatles, il mio gruppo preferito in assoluto), non è colpa mia. E' colpa di tutta la merda che c'è in giro (come quella che stò sentendo ora in radio), e della gente che si attacca ad un culo e due tette per ascoltare la musica.
    Con piacere, comunque, ho notato che la buona musica non è morta. E' solo più nascosta di prima, tra le mura cittadine, tra le pagine del tempo, tra le interferenze di Mtv.

    Un grazie a Carmelo per questo:
    "Splendid... as Rome as never been"... Venezia è bella, ma Roma. Roma è Roma.